Economia italiana: inflazione in crescita ad aprile

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Inflazione in crescita e conseguenti brutte notizie per l’economia italiana e, più in particolare, per le famiglie che vedranno salire la loro spesa su base annua di ben 570 euro. È quanto appena emerso dalle ultime analisi condotte dal Codacons in seguito alla diffusione, da parte dell’Istat, degli recenti dati relativi al mese di aprile 2017, dati che ci parlano di una crescita dello 0,4% rispetto al mese precedente e dell’1,9 rispetto al mese di aprile del 2016.

Secondo il Codacons, con il tasso di inflazione all’1,9%, la maggiore spesa per la famiglia tipo salirà a +570 euro su base annua. Di questo argomento, anche su http://www.e-conomy.it/, troviamo ampie spiegazioni e informazioni professionali

La crescita dei prezzi al dettaglio ad aprile è la più alta degli ultimi 4 anni e ha effetti diretti sulle famiglie, determinando una stangata pari a 570 euro a nucleo famigliare su base annua, spiega il Codacons. Si tratta però di una inflazione “negativa”, nel senso che non è determinata da un incremento dei consumi degli italiani, ma solo dalla fortissima crescita del comparto energetico che ha effetti a cascata su tutti i settori, specie sui trasporti.

Si mantiene più o meno sullo stesso tenore il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio relativo ai dati definitivi sull’inflazione ad aprile pubblicati nei giorni scorsi dall’Istat, anche se non vengono fatte trasparire eccessive preoccupazioni: “È un dato lievemente superiore alla stima preliminare, con l’avvicinamento alla soglia del 2%, che non contiene elementi tali da generare eccessive preoccupazioni”.

Sull’andamento del mese -prosegue la nota dell’Ufficio Studi-, hanno, infatti, pesato in misura di rilevo fattori stagionali che hanno inciso in misura significativa sui prezzi di alcuni servizi. In positivo va valutato il parziale rientro dei prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto, che incidono in misura rilevante nel determinare il sentiment delle famiglie. Va ricordato che, essendo gli impulsi inflazionistici attuali importati via materie prime energetiche, l’aumento dei prezzi costringe le famiglie a fare i conti con un possibile ridimensionamento del reddito disponibile reale. In quest’ottica”, conclude la nota stampa di Confcommercio, “è fondamentale che non vi siano interventi di aggravio sul versante dell’imposizione fiscale.

Secondo l’Ufficio Studi gli effetti della crescita dell’inflazione non si faranno quindi sentire così pesantemente sulle famiglie italiane, almeno per quanto riguarda i prossimi mesi. Resta comunque da sottolineare un aumento davvero molto forte rispetto al 2016, con cifre da tenere d’occhio per poter monitorare al meglio la situazione.

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