Macron al governo francese: gli effetti sulla finanza italiana

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Domenica 14 maggio Emmanuel Macron sarà ufficialmente il nuovo presidente francese e gli effetti, naturalmente, si faranno sentire anche sul mondo finanziario italiano. Gli investitori sono in fibrillazione perché sul caso c’è ancora molta incertezza. Il più giovane presidente della storia della Francia ha già rilasciato delle dichiarazioni a mezzo stampa, precisando che non ha intenzione di entrare nelle questioni finanziarie italiane, ma in verità, la linea politica in termini economici è ancora tutta da stabilire. Innanzittutto le idee di Macro si riverbereranno nell’Unione Europea.

Il nuovo presidente ha chiarito di essere favorevole al libero commercio ma, al contempo, ha anticipato di voler gestire attivamente la globalizzazione e da qui la decisione di lanciare il Buy European ovvero restringere gli appalti pubblici alle sole imprese europee. Un segnale di protezionismo, dunque, che potrebbe essere positivo in generale anche per l’Italia. Quanto alla situazione specifica, invece, il timore di molti investitori è che la Francia voglia entrare a pieno titolo in questioni italiane come Unicredit, Mediobanca e Generali, ecc.

Il nuovo Presidente francese, del resto, avendo legami importanti nel settore è conosciuto come un uomo di alta finanza, che gode dell’amicizia di quell’élite francese che sulle banche italiane ha molta influenza. Tra quanto dichiarato e quanto potrebbe accadere, insomma, potrebbe esserci una gran bella differenza.  Chi è Macron? Uscito dall’ENA (L’École nationale d’administration di Strasburgo dalla quale sono usciti tutti i più grandi uomini di potere) si lancia nel mondo della finanza, lavora per i Rothschild dal 2008 e  nel 2011 uno degli affari più grossi dell’industria francese, con il passaggio dell’industria di alimentazione Pfizer nella multinazionale Nestlé.

Poi il ruolo di consigliere per l’economia del precedente presidente Hollande per poi diventare ministro a 36 anni. Inizia allora il suo piano per destabilizzare tutto il sistema sociale e lavorativo, una sorta di Jobs act in salsa francese: alza il tetto di ore settimanali, svincola i datori di lavoro dalla chiusura domenicale, deregolamentazioni moltissimi settori e così via. Ecco insomma chi è il nuovo presidente e per quale motivo nel mondo della finanza italiana c’è molta apprensione e incertezza circa i risvolti dell’immediato futuro. Le borse, intanto hanno interpretato le elezioni come un’iniezione di sicurezza sulla stabilità europea dopo un lungo periodi di crisi ed è per questo che, in primis per Unicredit, la notizia è stata positiva. Non resta che attendere ora quali decisioni concrete deciderà di prendere il nuovo numero uno nonché super esperto di alta finanza e capire quali saranno gli effetti a lungo termine sul mercato italiano.

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