Pubblicato il rapporto mensile della Bce: trimestre positivo e le borse potrebbero giovarne

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È arrivato questa mattina l’atteso rapporto mensile della BCE e le stime dipingono finalmente un quadro di ripresa, anche se moderata, tangibile. è tornata a crescere la domanda estera così come gli investimenti e questo non potrà che giovare all’economia europea.  Le condizioni finanziarie a livello internazionale sono rimaste complessivamente favorevoli, nonostante la significativa incertezza sul piano delle politiche.

L’economia dell’Eurozona mostra una fase di ripresa più solida e la politica monetaria della Bce ha supportato questa ripresa -ha riferito il proposito Mario Draghi dando un’iniezione di sicurezza alle borse europee.- Nell’area dell’euro le condizioni finanziarie rimangono molto favorevoli. Ad arrancare, al momento, è ancora l’Italia che ha registrato una crescita soltanto dell’1% nel 2017. Second della Bce, insomma, le misure di politica monetaria hanno sempre effetti collaterali ma finora, i potenziali effetti collaterali negativi sono stati limitati.

Per draghi inoltre le borse europee non sono surriscaldate ma ad ogni modo la stabilità dei prezzi dell’Eurozona al momento è la priorità assoluta. Tornando al rapporto mensile, l’inflazione europea è in rialzo rispetto ai livelli molto bassi del 2016, soprattutto per effetto dei più elevati rincari dell’energia. Dopo tre anni di crescita quasi nulla nel primo trimestre del 2017 il tasso di inflazione è salito all’1,3%.

La crescita dei prezzi dell’energia e degli alimenti non lavorati spingerà l’inflazione all’1,5% nel 2017 e all’1,3% nel 2018. Ci sono inoltre previsioni rosse per quanto riguarda l’occupazione che nel 2018 arriverà a tassi più coerenti con l’economia reale.  Anche la spesa corrente nel 2017 aumenterà a causa delle maggiori risorse stanziate per la previdenza nella legge di bilancio e questo non farà che bene sia all’economia che alle borse. Draghi ha inoltre sottolineato  come le misure adottate abbiano dato luogo a condizioni di finanziarie molto favorevoli.

Queste, a loro volta, hanno sostenuto la ripresa economica. Per 15 trimestri consecutivi, la crescita del Pil dell’area dell’euro e’ stata costantemente tra lo 0,3% e lo 0,8%. Nel report emerge poi che il debito pubblico è attesto al 133,1% del Pil nel 2017 e del 132,5% nel 2018. Nel complesso potrebbe aprirsi una nuova migliore situazione per il mercato europeo con maggiori investitori attratti più dal vecchio continente che da Wall Street.

Draghi ha però ricordato a tutti i paesi dell’eurozona quanto siano indispensabili riforme strutturali in moltissimi campi in gran parte dei paesi europei per dare vita a questo miracolo economico, dalla giustizia, al lavoro, dal sistema elettorale al consolidamento del bilancio.

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