Gelo sull’Europa

Questa rubrica riporta gli articoli dedicati a “previdenza” e “fondi” dai giornali dal 4 al 13 febbraio

di Gianni Ferrante

1. Superato il temporaneo stallo che vedeva i partiti al governo in Grecia rifiutare i tagli alle pensioni minime e alla previdenza complementare. L’intesa dell’8 febbraio vede una riduzione delle spese per la Difesa (300 milioni di euro) e la salvaguardia delle pensioni minime.

Ma le misure richieste dalla troika prevedono anche la riduzione del salario minimo (a 586 euro, -22%), il licenziamento di 150mila dipendenti pubblici (15mila entro il 2012), privatizzazioni per 50 miliardi entro il 2015 e una consistente riduzione della spesa sanitaria.

Si tratta di misure che si vanno ad aggiungere a quelle già prese, che prevedevano tra l’altro un prelievo sui redditi 2011 e sulle pensioni sopra i 1000 euro, un aumento dell’Iva dal13 al 23% su vari beni e sui carburanti e l’istituzione dell’Ici. Per iniziare un percorso di rientro serviranno circa 3 miliardi di correzione nel solo 2012.

Manovre restrittive anche in Spagna, per fronteggiare un deficit di bilancio superiore al previsto (8% del Pil invece del 6%): imposte sulla casa, aumento progressivo dell’Irpef, elevate le aliquote per i capital gain e tagli a gran parte dei ministeri.

In Portogallo il piano di risanamento ha ricevuto il plauso della Bce e della Ue. “Il premier conservatore Pedro Passos Coelho ha messo in atto in autunno il più severo piano di tagli alla spesa pubblica dal ritorno del Paese alla democrazia nel 1974” (La Grecia più timida sulle pensioni, “Il Sole 24 Ore”, 9 febbraio). Il deficit del 2011 è stato ridotto al 4% grazie a misure straordinarie: trasferimento al settore statale dei fondi pensione delle banche (6 miliardi di euro), mentre è stata avviata una riforma del lavoro e un piano di privatizzazioni).

2. Sul fronte italiano trattativa ancora aperta sulle pensioni. Pdl e Pd (oltre a Cgil, Cisl e Uil) mandano un messaggio all’Esecutivo: ”il salvagente pensionistico va garantito non solo a chi ha interrotto il rapporto di lavoro prima del 31 dicembre 2011 (…) ma a tutti i lavoratori la cui uscita sia stata pattuita in accordi individuali o collettivi di regolazione degli esuberi o del loro esodo anticipato entro la fine dello scorso anno” (“Il Sole 24 Ore”, 9 febbraio, Pensioni, trattativa aperta).

3. Mentre ricorrono periodicamente da varie parti d’Italia denunce per irregolarità e per il mancato versamento ai Fondi pensione della contribuzione dovuta da parte delle aziende associate (l’ultimo caso è quello della cooperativa Boing di Modena – settore alimentare – dove i lavoratori da un lato lamentano di ritrovarsi iscritti ad un fondo aperto a loro insaputa, ma dall’altro registrano come le quote non verrebbero versate al Fondo pensione), “Il Sole 24 Ore” (11 febbraio) dà conto di un sondaggio di Ipr Marketing che testimonia come il livello di fiducia dei risparmiatori per gli attori finanziari sia ai minimi storici. Le risposte al sondaggio indicano come l’industria finanziaria incontri meno favore tra chi intrattiene meno rapporti, ovvero i giovani tra i 18 e i 34 anni (Banche e assicurazioni alla sfida della fiducia). “Inquieta – conclude l’articolo – che anche i giovani facciano fatica ad adattarsi a un nuovo contesto in cui bisogna prendere in mano il proprio destino, con scelte ben precise: in futuro non ci saranno più lo Stato e la famiglia ad occuparsi del benessere degli individui, come accaduto finora”.

Dunque, come titola “Affari&Finanza”, (“la Repubblica”, 13 febbraio), ci vogliono anche Informazione e riforme per spingere la diffusione delle “pensioni di scorta”. Nel 2011 i Fondi negoziali – nonostante la drammatica crisi internazionale – hanno chiuso con una perdita media dello 0,1% e l’articolo non tralascia di ricordare come chi opti per la previdenza complementare, al momento della pensione, paga un’aliquota variabile tra il 9 e il 15%, in base agli anni di permanenza nel Fondo. Chi ha scelto il Tfr, invece, è soggetto all’aliquota fissata proprio dal reddito dell’ultimo quinquennio, quindi tra il 23 e il 43%.

Se la previdenza complementare langue nel processo generale di sviluppo delle adesioni, a livello locale emergono nuove iniziative con la nascita di fondi sanitari regionali. È questo il progetto avanzato dall’istituto di previdenza complementare Pensplan (Trentino), con il beneplacito della Provincia. Si pensa ad uno strumento che tra l’altro integri il sistema pubblico in una logica di pari diritti per i cittadini e offra un ritorno di gettito che alimenti l’economia locale.

4. Come far fronte in modo positivo e guardando al futuro rispetto alle nuove regole che coinvolgono le Casse dei professionisti? Domenico Posca, presidente dell’Unione italiana commercialisti, racconta così una nuova proposta. “Ogni professione elabora progetti strategici in grado di coinvolgere i professionisti. Per ogni progetto viene costituita una società tra professionisti con specifico oggetto sociale. A monte del sistema una holding della professione promossa e partecipata dall’ente di previdenza, da associazioni rappresentative e dal consiglio nazionale. La holding avrà partecipazione nelle società tra professionisti dedicate ai singoli progetti (…) L’ente di previdenza nei limiti di asset allocation investe risorse necessarie a finanziare l’iniziativa” (Se le Casse finanziano le start up, “Affari &Finanza, la Repubblica”, 6 febbraio).

Anche Fidi Toscana – in corso di trasformazione in banca di garanzia e sviluppo – potenzia la sua azione. È infatti ora pronta a costituire società e a partecipare a società esistenti, finalizzate alla realizzazione di interventi per la riconversione delle aree in situazioni di crisi e per l’insediamento di nuove imprese, anche tramite l’acquisizione delle aree stesse. Quindi potrà valicare le attività finora consentite dallo statuto verso società finanziarie aventi un oggetto sociale analogo o affine al proprio, società per la gestione di servizi attribuiti dalla Regione, società di gestione di fondi comuni di investimento collettivo, società di gestione di fondi di previdenza complementare, società d’investimento a capitale variabile (Fidi Toscana può mettere mano alle riconversioni, “Il Sole 24Ore”, 8 febbraio).

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